Cacciucco alla Livornese


Very few dishes like cacciucco have changed over time. This dish was made for the crew’s rowers. Unfortunately due to the lack of fish the variety is lower. It is a traditional dish liked by everyone and is getting even better.

Ingredients for 6 people

500g of small cuttle fish
500g of octopus
300g of fresh shark
500g of fish stock
500g of mixed seafood (clams, cockels and mussels)
500g of crayfish, prawn, scampi, white wine.
1 tablespoon of tomato puree, olives, garlic, sage, chili pepper, pepper and 12 slices of garlic bread.

Place a casserole dish with olive oil, garlic, sage and chili pepper on medium heat and gently fry. Afterwards, dowse the octopus and small cuttle fish in white wine, adding the tomato puree and slowly cook for 20 minutes. Gradually add the shark pieces and liquid to the casserole dish. Cook the casserole on a steady heat. When the octopus and small cuttlefishes are tender, add the mixed seafood. Cook it for a further 6-7 minutes until the clams and mussels open themselves. The garlic bread is then toasted and put in the bottom of small terrines, then evenly laddle the fish and stock into the dish.
Naturally, this is best served with a young red wine.

In order to express the amount of love that the Livornese people have for their cacciucco, read this little story:

A woman from the Borgo Cappuccini took her six month old baby to a doctor at the hospital. The baby had a red face and was sweating. “Do something Doctor”, said the alarmed woman.

The doctor felt the baby’s swollen belly. He then asked the woman what she had given the baby and what he had drunk. “Not even half a glass of wine” she said. “Half a glass of wine!!! Are you crazy? You should only give him milk!” said the doctor. “Doctor?!” “Are you suggesting I give him milk after cacciucco, that’s disgusting!!”.

Recipes kindly supplied by Il Tirreno

Commenti (0) | March 16, 2010

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Cacciucco alla Livornese


Pochi altri piatti, come il cacciucco, si sono trasformati nel tempo. Nato sui banchi delle “galere” per nutrire i vogatori alla catena è andato semplificandosi. I pesci che vi partecipano sono sempre meno. Ma sempre più selezionati nelle qualità. E l’unico piatto popolare sopravvissuto nell’era del consumismo. E, di conseguenza, è peggiorato o si è raffinato. Vi presentiamo l’evoluzione raffinata senza affermare che si tratti di un miglioramento.

Ingredienti per 6 persone

500g di seppie nostrali, 500g di polpi di scoglio, 300g di palombo fresco, 500g di pesce da zuppa (gallinelle, cappone, scorfano). 500g di frutta di mare misti (datteri, vongole), 500g di gamberoni, gamberi, scampi, cicale, vino bianco. 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro, olio, aglio, salvia, peperoncino e 12 fette di pane posato e arrostito, pepato e agliato.

Mettere al fuoco una casseruola con fondo d’olio olivia, aglio e salvia, peperoncino. Soffriggere. Quindi mettere polpi e seppie tagliati a troccoli, bagnare con vino bianco, aggiungere il concentrato di pomodoro e cuocere per 20 minuti, rimestando. Mano a mano rovesciarci i pezzi da zuppa e il palombo tagliati.

Le teste dei pesci andrebbero cotte in brodo con gli odori e passate. Il ricavato, abbastanza denso, versato nella casseruola, accrescerebbe sostanza e sapore al cacciucco.
Seguire la cottura a fuoco lento ma energico. Quando il polpo e le seppie sono diventati teneri aggiungere i crostacei e i frutti di mare con i loro gusci. Andare avanti per altri 6-7 minuti affinché datteri e vongole si aprano. Il pane agliato e abbrustolito va posto sul fondo delle terrine. Con un grosso ramaiolo attingere pesce e sugo dalla casseruola in parti eque. Naturalmente ci beviamo il vino rosso, meglio se giovane.

Per dare la misura della passione che il popolo livornese ha per il cacciucco si racconta la seguente storiella. Una donna del rione di Borgo Cappuccini porta il figlio di sei mesi dal medico, in ambulatorio. Il bambino ha il volto paonazzo, suda, sembra debba venirgli un colpo da un momento all’altro. “Gli faccia qualcosa, dottore!” implora la donna allarmata. Il medico lo visita, gli palpa il pancino rigonfio, chiede alla madre cosa gli ha dato, cosa gli ha fatto bere. “Appena mezzo bicchiere di vino” dice quella. “Mezzo bicchiere di vino?! Ma è impazzita? Del latte gli deve dare!”. “Dottore, ma faccia il piacere! Dopo il cacciucco cosa gli do’, il latte?”

Testi gentilmente forniti da “Il Tirreno


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Commenti (0) | February 23, 2010

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